Da diverso tempo avevo in mente di iniziare a condividere questo spazio virtuale. Perché se, come spesso ho avuto modo di dire, il viaggio per me è intrinsecamente condivisione, tale non può che essere anche il ricordo e il racconto dei viaggi stessi, e delle storie ed esperienze che li accompagnano. E, mentre pensavo a come inaugurare questa nuova fase della rubrica, mi è venuta in mente l’ultima serata prima del lockdown, trascorsa in compagnia di due persone, parlando di tante cose. Anche di viaggi.

Le persone, amici ai quali mi legano tanta stima e affetto, oltre che la condivisione di esperienze politiche e istituzionali, sono Mariateresa Zagone e Pier Paolo Zampieri; conosciuti, almeno di nome, da tante e tanti tra voi e che credo incarnino due approcci complementari rispetto al modo di vedere il mondo e a quello di vivere il viaggio.

E così, in quella serata di inizio marzo, tra una cosa e l’altra ci siamo ritrovati a parlare di Praga.

Da subito, mentre li ascoltavo, mi ha colpito un piccolo particolare: che, nonostante io a Praga ci fossi stato ben due volte, non ricordavo quasi nulla della città. E forse è proprio questo ad avere alimentato, allora, la mia curiosità verso le loro storie e i loro racconti e, qualche settimana più tardi, il mio desiderio di coinvolgerli nella scrittura collettiva (termine al quale siamo molto legati tutti e tre) di questo racconto, attraverso messaggi, chiamate e note audio su Whatsapp. Insomma, una scrittura collettiva da quarantena.