MESSINA. Migliaia di richieste quotidiane, a cui è impossibile far fronte con i mezzi a disposizione. A lanciare l’allarme sulla difficoltà di distribuzione delle mascherine a domicilio da parte dei Quartieri è il presidente della V Circoscrizione Ivan Cutè, che ieri ha scritto una lettera indirizzata al sindaco Cateno De Luca, all’assessore Massimiliano Minutoli, alla Messina Social City e alla Protezione Civile in cui mette sotto la lente le criticità del sistema, chiedendo l’attivazione in città di altri presidi, come farmacie, edicole e tabacchi, e ribadendo la disponibilità ad attivare un presidio fisso presso la sede dei Quartieri.

La questione è quella relativa alla distribuzione dei dispositivi di protezione individuale, di tipo chirurgico, fornite dal Centro Operativo Comunale ai presidenti delle Municipalità, con una media approssimativa di 100 unità al giorno. Le stesse mascherine sono poi distribuite personalmente dai consiglieri di quartiere, i quali le recapitano a domicilio ai cittadini che ne fanno richiesta via mail (o più informalmente tramite Whatsapp), seguendo un criterio temporale. Una mole di lavoro abnorme, considerando le crescente richiesta da parte della cittadinanza (il terzo quartiere, con 58mila residenti, ad esempio, è “fermo” alle richieste del 4 aprile) e della esigua disponibilità di mano d’opera.

«Il sottoscritto Ivan Cutè vuole evidenziare le criticità riscontrate nella distribuzione delle mascherine in quanto non tutti i consiglieri hanno dato la totale disponibilità affinché le stesse fossero recapitate a domicilio nelle abitazioni dei nostri concittadini richiedenti», si legge nella missiva del presidente del V, che sottolinea il rischio di essere contagiati durante la distribuzione.

«Inoltre – prosegue – da venerdì 3 aprile sono pervenute innumerevoli richieste di mascherine, ed ancora oggi, sono migliaia quelle richieste tramite via mail, telefonate, e quant’altro disposto dalla Protezione civile e dalla Messina Social City, alle quali, purtroppo, non si potrà più far fronte con le poche forze disponibili. Poiché sussiste la possibilità che migliaia di richieste possono rimanere inevase a seguito dei ritardi accumulati negli ultimi giorni alle consegne, che hanno reso impossibile la gestione del servizio nei termini in cui è stato pattuito, chiedo che venga rivisto il programma di distribuzione, considerando la disponibilità di volontari della Protezione civile, l’individuazione di presidi fissi, la distribuzione presso farmacie, ferramenta, edicole, parrocchie e/o tutte le attività nelle quali i cittadini si recano per l’approvvigionamento alimentare, o comunque attività autorizzate».

«Nel rinnovare la disponibilità a dare il nostro contributo dal punto di vista gestionale, del controllo mail, suddividendo le relative richieste per area geografica, e ad attivare un presidio fisso presso la sede circoscrizionale per la distribuzione delle mascherine protettive a noi consegnate dalla Protezione civile, si ribadisce ancora una volta l’impossibilità a far fronte giornalmente all’assidua richiesta domiciliare di mascherine, che negli ultimi giorni, peraltro, è diventata anche motivo di accusa nei nostri confronti per i ritardi accumulati da fatti non imputabili a noi, ma al vasto territorio di competenza che non può consentire di recapitare le mascherine il giorno dopo dell’avvenuta richiesta e oltre alle accuse mosse per non volere consegnare un numero di mascherine maggiore ad uno o massimo due a nucleo familiare», conclude.

Dello stesso avviso anche il consigliere del III Quartiere Alessandro Geraci, che evidenzia le difficoltà a cui vanno incontro i consiglieri e (considerando che per lungo tempo la popolazione sarà costretta ad indossare le mascherine) chiede all’ amministrazione una macchina organizzativa più efficace, coinvolgendo il personale di tutte le associazioni di volontariato nonché delle forze armate, “visto che fino ad oggi ha lasciato da sole le circoscrizioni in questo fondamentale compito”.